Il comune di Fonteno - Bg - lago di Iseo
  • Fonteno: Il sindaco Alessandro Bigoni


  •  
    Comune di Fonteno - Il sindaco Alessandro Bigoni




    MUNICIPIO Via Campello, 2
    TEL 035-969022
    FAX 035-969471

    Email: Comune di Fonteno

    Orario di ricevimento Sindaco:
    Giovedì: 17.00-18.30
    Sabato: 11.00-12.00 e su appuntamento






    ARABERARA: L’INTERVISTA AD ALESSANDRO BIGONI SINDACO DI FONTENO

    “Un modello? Mio nonno, sindaco di Clusone, un contadino con la passione per la gente e la terra”

    Alessandro Bigoni arriva in giacca e cravatta, come sempre di corsa, lui che il podismo lo ha fatto diventare la sua passione: “Che è una vita che vado comunque di corsa”. Bigoni, classe 1965, tre figli, Giovanni, Matteo e Giulia, avvocato tra Clusone e Bergamo, sindaco di Fonteno, podista a tempo perso, se il tempo perso esistesse ancora: “La mia vita è di fretta ma quando si hanno tante cose è sempre così e poi gli impegni mi piacciono”. Alessandro Bigoni, appassionato di politica: “Mi piace, non ho mai nascosto le mie preferenze centriste”, già consigliere di minoranza dal 1999 al 2004 ha fatto poi il salto a primo cittadino: “Con una lista però assolutamente civica, perché nei paesi piccoli bisogna scindere tra politica e amministrazione, nella mia lista c’è gente che va dall’estrema sinistra all’estrema destra, è veramente un’amministrazione arcobaleno, ci sono tante idee diverse, io non ho mai nascosto la mia fede politica, come non la nascondono neanche gli altri, ma quando ci si siede a parlare di Fonteno la politica rimane fuori”. Alessandro Bigoni clusonese doc: “Sono arrivato a Fonteno per ragioni di cuore, mia moglie è di Xino”. Giro di boa passato da qualche mese per Bigoni e tempo di primi bilanci: “Fare il sindaco è un’esperienza assolutamente positiva, splendida, perché aldilà dei risultati che si possono raggiungere mi sento personalmente arricchito e umanamente è un’occasione unica per capire e stare con la tua gente”.
    Bigoni che quando ha accettato di fare il sindaco non ha pensato troppo a come potesse essere, meglio farlo e basta: “Non avevo la minima idea di come potesse essere, sapevo che era impegnativo ma poi ognuno misura l’esperienza sulla propria pelle”. Che fare il sindaco di un paese di 700 abitanti vuol dire fare il …jolly: “Sì, nel senso che quando sei in Comune fai un po’ di tutto, magari manca una lettera e ti metti a batterla al computer, non credo che Bruni, il sindaco di Bergamo si metta a fare queste cose, ma è giusto così, paese piccolo, risorse piccole, tutto è in proporzione, quindi quando si fa il sindaco si cerca di fare anche il factotum ma è un vantaggio per avere rapporti con la gente, si impara a conoscere i reali bisogni di chi ti sta attorno. Il ruolo di sindaco in un paese come Fonteno è abbastanza personificato, insomma lo si identifica direttamente con chi lo fa, ed è meglio così”. Poi bisogna anche saperlo fare il jolly: “Bisogna organizzarsi, io quando salgo in auto per andare a Bergamo al lavoro attacco il telefono e faccio tutto il mio giro di telefonate, vigili, operai, ecc., poi c’è internet, le mail che facilitano il lavoro da sindaco, lavoro a Bergamo e se c’è una riunione in provincia sono vicino, insomma cerco di organizzarmi”. Quanto tempo ci vuole oggi per fare il sindaco? “Il tempo può essere tanto ma bisogna saperlo ottimizzare, per alcuni magari è necessario tutto il giorno, ma è come quando si lavora in un ufficio magari si sta lì 14 ore ma di lavoro effettivo ce ne sono solo 6-7, dipende. Certo, se ci si sta tutto il giorno in Comune non è che si passa il tempo guardando il soffitto, cose da fare ce ne sono sempre”. La tua più grande soddisfazione?
    “La Protezione Civile, non c’era, si è creata da sé, funziona a meraviglia. Un gruppo di persone che sotto il profilo umano e logistico stanno dando una grossa mano a tutta la comunità”. Delusione? “Al momento quella di non essere riuscito a fare l’elettrificazione della Valle di Fonteno ma non dispero di poterlo fare, ci stiamo rimboccando tutti le maniche”. Cosa manca a Fonteno? “Una sala comunale per riunioni, c’è il cine teatro dell’oratorio ma manca comunque uno spazio per tutti, dobbiamo riuscire ad avere qualcosa di comunale e la realizzeremo dove abbiamo realizzato l’attuale sede della Protezione Civile, andremo a realizzare un piano sopra l’attuale. Il lavoro lo faranno i volontari, il progetto lo hanno fatto gratuitamente i tecnici che fanno parte della protezione civile” E i soldi? “I soldi sono la mia indennità da sindaco, li ho fatti mettere da parte in un libretto e li utilizzo per realizzare la sala”.
    In tempi in cui si grida allo scandalo per le indennità degli amministratori e dei politici Bigoni inverte la tendenza e come ogni buona azione che si rispetti non la vuole pubblicizzare: “Ho un lavoro che per fortuna mi permette di gestirmi e di gestire la mia famiglia, nel mio studio di avvocato i miei soci mi hanno dato la loro massima disponibilità e collaborazione e mi permettono di assentarmi per gli impegni da sindaco, anche io cerco quindi di fare qualcosa per la collettività, non c’è nulla di così eclatante”. La giornata di Alessandro Bigoni comincia presto: “Mi alzo tutte le mattine alle 6,30, poi rimango in casa a sistemare le cose fino a quando i bambini non vanno a scuola, parto per Bergamo per andare al lavoro, lungo il viaggio telefono per il Comune, nella pausa pranzo vado a correre, mi tolgo giacca e cravatta, mi infilo le scarpette da ginnastica e corro. Poi rientro al lavoro e di sera rientro a casa tardi, sperando di trovare ancora qualcuno sveglio. Poi molte sere ci sono incontri e riunioni”. Il segreto dei matrimoni dicono sia quello di vedersi poco: “Sì, forse è davvero così, noi ci vediamo poco, negli ultimi quindici giorni ci siamo visti due sere. Anche mia moglie lavora e poi ha i suoi interessi, è giusto così”. Quale vantaggio c’è ad essere un sindaco-avvocato: “Beh, certi vantaggi ci sono, è inutile negarlo, su certe questioni risparmiamo soldi, non occorre il parere del legale, me la cavo io, poi è innegabile che oggi con tutte le leggi e leggine che ci sono chi ha una preparazione tecnica è più avvantaggiato, riesci ad avere chiare le situazioni e a districarti meglio nei meandri della burocrazia”. Fonteno che se ne sta arroccato lassù in cima alla montagna, sopra il lago, quasi a volerlo dominare, che la vista può trarne vantaggio ma il resto? “Beh, disoccupazione non ce n’è, certo il territorio non favorisce l’insediamento di realtà industriali, la gente si deve spostare ma non comunque per andare molto lontano”. Turismo? “Ce n’è, adesso è anche incentivato dalle grotte e dalla valle, per il resto è un turismo residenziale”. Qual è il problema di Fonteno? “Non abbiamo una linea ADSL, sembra un problema secondario ma questa mancanza ci taglia fuori dalle vie di comunicazione, stiamo lavorando per risolvere il problema, perché è anche una questione logistica-territoriale, la valle di Fonteno ha una morfologia particolare e non è facile prendere il segnale”. Bigoni che non è favorevole al ridimensionamento delle Comunità Montane: “Per come sta funzionando la Comunità Montana dell’Alto Sebino non sono favorevole, funziona bene e ottimizza le risorse, qualche problema magari c’è ma tra i pro e i contro i primi sono di gran lunga maggiori. Ci sono settori che sono impensabili da gestire singolarmente o anche fra Comuni aggregati, penso ad esempio alla Collina anche unendo i tre Comuni arriveremmo a 3.000 abitanti e non saremmo comunque in grado di gestire un settore importante come quello dei servizi sociali. Un assistente sociale per esempio ripartito su tre Comuni non potrebbe esserci, costi fissi troppo alti”.
    Intanto la gente si disaffeziona alla politica, anche a livello locale fate tutti fatica a trovare giovani che partecipino alle liste comunali: “C’è una differenza, la disaffezione con la politica nazionale è quasi naturale, c’è un abisso tra la gestione del piccolo ente e quello nazionale, noi sembra che stiamo quasi cercando di tornare ai Comuni dell’epoca medievale quando si cercava di gestirsi con più autonomia, si perde il contatto con gli enti superiori, la gente non capisce certi meccanismi nazionali e non li vuole. Per quanto riguarda l’amministrazione dei paesi piccoli noi a Fonteno siamo messi bene, addirittura degli eletti nella mia lista io sono quasi il più vecchio, la media è sotto i 40 anni, poi bisogna considerare anche alcuni fattori, i giovani oggi hanno meno tempi, i ragazzi si alzano alle 6 del mattino magari vanno a Bergamo a scuola, rientrano nel pomeriggio e poi hanno mille altri impegni, è difficile fargli capire l’importanza di mettersi a disposizione della gente. I politici non sanno vendere bene quello che fanno e non danno certo un bellissimo esempio, non è come la pubblicità di determinati prodotti o passatempi che attira il giovane, insomma, anche la politica ha le sue colpe, non da certo il buon esempio”. Il PGT a che punto è? “Stiamo ragionando assieme a Riva di Solto, è un vantaggio coordinarci con loro, abbiamo un’area territoriale in Comune vicino a Xino che ci permette di programmare uno sviluppo territoriale unitario. Poi stiamo predisponendo un ragionamento che comprenda il centro storico, i prati, la valle, insomma ci coordineremo, adesso abbiamo appena raccolto i questionari che avevamo distribuito e a metà febbraio faremo un incontro con le associazioni e gli enti interessati per accogliere le istanze di tutti”. Hai partecipato a maratone in tutto il mondo, come nasce la passione per la corsa? “Non da tanti anni, dal 2003, ho sempre avuto il pallino di riuscire a correre la maratona di New York e così ho deciso che era il momento giusto di provarci ma ho comunque sempre fatto molto sport, dallo judo, alla montagna al trekking.
    La corsa è uno sport bellissimo, rilassa e coinvolge, certo, ci vuole passione come tutti gli sport”. Quanto tempo cominci a prepararti per una maratona? “Tre mesi prima, cerco di correre tutti i giorni nei ritagli di tempo, si comincia con pochi chilometri al giorno e si aggiunge qualcosa ogni giorno, poi la domenica quando ho più tempo faccio una quindicina di chilometri”. Già, la domenica, l’unico giorno libero per tua moglie, donna ombra che non dice nulla ma presenza costante anche quando fisicamente è da un’altra parte: “Sì, mia moglie è importantissima, non ci si vede quasi mai ma ognuno sa che l’altro c’è, e comunque anche lei ha moltissimi interessi, in questi giorni sta facendo equitazione sulla Sila”. Bigoni che adora Herman Hesse: “Sul mio comodino tengo due libri, ‘Il gioco delle perle di vetro’ e il suo ‘Peter Kamenzind’ che per me è sempre attuale, forse perché un po’ mi identifico in lui, montanaro, un po’ come me”. Bigoni nipote…d’arte: “Sì, anche mio nonno era sindaco ma a Clusone. Eugenio Baronchelli, è stato sindaco parecchi anni, erano quelli a cavallo degli anni ’60 e ’70, anni in cui i sindaci erano ancora tutti d’un pezzo, facevano un po’ di tutto. Se lo ricordano in tanti, lui era un contadino, un contadino con la passione per la gente e per la terra, è stato tanti anni presidente del consorzio agrario provinciale. Quando faceva i consigli comunali si scriveva il suo discorso e parlava di tutto quello che sentiva, anche delle questioni nazionali, adesso se lo facesse qualcuno lo prendono per matto”. Il tuo futuro politico? “Non lo so, non butto via niente, prendo quello che verrà, finchè c’è la passione ci sarà il mio impegno”. Alessandro Bigoni è così, con la passione addosso nel fare le cose altrimenti non riescono bene e per il resto pronto ad ascoltare tutto e tutti: “Sono aperto a quello che succede”, un po’ come la musica che ascolta, basta passare in rassegna i cd che tiene in auto: “Bepi, Paolo Conte, Mario Biondi, Davide Van Der Sfross, Eagles e qualcosa di classica”. Bigoni prima Margherita, ora PD, come vedi la questione della Chiesa e del Papa accusati di mettere becco su tutto e tutti: “Siamo in un paese cattolico e non mi scandalizzo se il Papa va a parlare alla Sapienza, se ci fosse dovuto andare il Dalai Lama e lo avessero invitato a stare a casa sarebbero scesi in piazza tutti scandalizzati, il Papa è una grande figura che piaccia o non piaccia ed è sempre un’occasione sentirlo parlare, non vedo perché si siano messi a protestare. Credo che in Italia ci siano un sacco di problemi e che le ingerenze della Chiesa siano l’ultimo di questi problemi”. Come ti vedi tra 20 anni? “Come oggi, al lavoro, non sarò sicuramente un pensionato baby”.

    Aristea Canini


    Scarica l'intervista di Araberara



    dal 15/01/07 al 16/03/07
    812 visitatori
    Benvenuti nel sito del Comune di Fonteno
    Via Campello, 2 - 24060 FONTENO (BG) - P.I.:00542500160
    Per maggiori informazioni telefonate a 035.969022 oppure scrivete a Comune di Fonteno
    | Aggiungi ai Preferiti | Imposta come HomePage |
    Copyright 2005 Vietata anche la riproduzione parziale.
    Logo Paolo
     
    w3c valid xhtml 1.0  w3c valid css  valid Wai-AAA  Get Adobe Reader  Get Winzip